Tutto è connesso. Il telefono, il frigorifero, la serratura di casa. Ognuno di questi dispositivi è un punto di accesso potenziale per chi vuole entrare dove non è stato invitato. La cybersicurezza non è una questione da informatici: è una questione di abitudini quotidiane.
Marco Cozzi entra nel capitolo 10 di Digitalogia con un intervento che parla chiaro: proteggere dati e identità non richiede competenze tecniche avanzate, richiede consapevolezza. Sapere cosa si condivide, con chi, e perché. Riconoscere un attacco prima che arrivi. Capire che il problema non è la tecnologia, ma l'uso inconsapevole che se ne fa.
Il suo contributo si inserisce nella visione del libro: la sicurezza digitale come parte della cultura digitale, non come dominio separato per specialisti.